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JESUS CHRIST SUPERSTAR
di Stefano Bollani
LA LETTURA, 26/01/2020
JESUS CHRIST SUPERSTAR

LA LETTURA, Il Corriere della Sera, 26 gennaio 2020.
Pezzo autografo di Stefano Bollani, in occasione del 50esimo anniversario dell'uscita dell'album JESUS CHRIST SUPERSTAR.

Regno Unito, albori degli anni ’70. 

Andrew Lloyd Webber e Tim Rice si mettono in testa di scrivere un’opera, per la precisione una rock opera sulla passione di Gesù. Un paio di incontri con possibili finanziatori e capiscono che portare il progetto su un palco risulta troppo complicato. Decidono allora di farne un disco. Prima un singolo (Superstar) poi un intero album, uscito nel settembre 1970.

Quella che in seguito diventerà una piece allestita prima a Broadway poi a Londra, e più tardi ancora, nel 1973, un capolavoro del cinema per la regia di Norman Jewison, è una partitura ricca di idee, trovate, suggestioni, realizzata a cuore aperto e mente in fibrillazione da due ragazzotti inglesi poco più che ventenni, uno (Lloyd Webber) nato in seno ad una famiglia di musicisti classici, padre compositore e organista, fratello violoncellista, l’altro (Rice) all’inseguimento della carriera da cantante pop. Nell’Inghilterra dei Beatles tutto sembra possibile, ergo tutto È possibile, persino mettere in bocca i dubbi di tutti noi a Giuda Iscariota circondato da un coro di soul girls.

La coppia Webber-Rice ha precedenti nel teatro musicale; si sono fatti notare grazie ad uno spettacolo per bambini, Joseph and the amazing technicolor dreamcoat, tratto dalla storia biblica di Giuseppe, uno dei figli di Giacobbe. Quando il loro singolo Superstar riscuote un successo particolarmente florido sul mercato americano, i due si mettono d’impegno a scrivere l’intera opera. Immaginano insieme la struttura del racconto e i temi da affrontare nelle canzoni. Delineano a grandi linee le emozioni che stanno dietro ad ogni brano, quindi Lloyd Webber dà una forma musicale a queste emozioni e in seguito Tim Rice aggiunge i testi. Terminano la partitura in poche settimane e entrano in studio. Per la session di registrazione di Jesus Christ Superstar si fanno le cose in grande. L’orchestra sinfonica viene affiancata da un gruppo rock. Il cast dei cantanti è eterogeneo e pieno di talento, dall’esordiente Yvonne Elliman (Maria Maddalena), scoperta da Lloyd Webber in un pianobar, al famosissimo Ian Gillan (Gesù), lead singer dei Deep Purple. E se c’è bisogno di forti tinte contemporanee per donare appeal a questa storia datata duemila anni fa, sarà il caso di affidarsi a musicisti pieni di energia. Bassista, batterista e i due chitarristi vengono dalla Grease Band, il gruppo che accompagnava Joe Cocker ai concerti. Lunghe prove dei quattro, fianco a fianco col compositore, portano a cristallizzare quella che oggi conosciamo come la partitura vera e propria e che Lloyd Webber tiene a sentire eseguita con esattezza nota per nota, oggi come allora.

C’è voglia di stupire e scandalizzare, in Jesus Christ Superstar? All’epoca di cui parliamo, stupire e scandalizzare è la norma e i due verbi sono molto presenti all’interno del dibattito artistico. A sorpresa, la parte più stupefacente di questa rock opera è il suo slancio verso il mito, la voglia di dipingere con molti colori una storia fondante della nostra cultura e del nostro modo di vedere le cose.

Se, come diceva Joseph Campbell, “Il mito apre il mondo alla dimensione del mistero”, quello di Gesù è il mito per eccellenza. Ci mette di fronte ad una serie di misteri, primo fra tutti quello della morte. E ci mette alle strette di fronte ad un argomento-chiave: cosa fare della nostra vita, che vocazione seguire, cosa siamo disposti a lasciare e a donare. Mille argomenti che la musica aiuta rendendoli vivi, palpitanti. 

I temi musicali si rincorrono in continuazione durante le tracce del disco. Sono quanto di più vario si possa immaginare. Si va da brani pensati su tempi poco utilizzati nel rock (Il 5/4 di Everything’s alright, il 7/4 di The temple) a suggestioni provenienti da autori del primo novecento (nell’ouverture del disco c’è una citazione piuttosto evidente che viene dal balletto L’ Uccello di fuoco di Igor Stravinsky) arrivando poi a melodie piane, semplici, talmente semplici e pure da vincere ogni polemica e finire nel songbook della chiesa italiana. The last supper, brano che gli apostoli cantano in tono dimesso durante l’ultima cena, negli anni ’80 veniva rivestito con una preghiera attribuita a San Francesco diventando “Dov’è odio fa ch’io porti amore” e, imbracciata una chitarra, veniva cantato in coro durante la messa. Probabile che molti preti ignorassero la provenienza profana della melodia, altrimenti avrebbero preso di certo qualche provvedimento.

Quello che succede a Gesù può succedere a tutti noi: Gesù si carica il peso del mondo sulle spalle e ne viene travolto. Facile, da parte nostra, provare empatia. Ancor più facile, si rendono conto Lloyd Webber e Rice in fase di ideazione dell’impalcatura del disco, è provare empatia per Giuda. Così, in Jesus Christ Superstar assistiamo a numerose trasformazioni dei sentimenti di Giuda nei confronti di Gesù. Da amore a tradimento, quindi al pentimento e al conseguente castigo auto-inflitto. La figura musicale che lo accompagna all’inizio del disco è la stessa che in seguito fa da sfondo al suo suicidio.  E’ un ostinato di sei note che, come la mente di Giuda, si avvita su se stesso. Piccolo capolavoro in sè, è composto da tre re, un mibemolle e un do che va a cadere sul re, tornando dunque a casa per ricominciare. Se sei uno degli apostoli, il tuo canto giustamente ruota intorno al Re (dei Giudei). Eh già, diranno subito i miei piccoli lettori, ma Lloyd Webber è nato a Londra e quella nota la chiama col suo nome inglese, che poi è semplicemente una lettera dell’alfabeto, la D. Bene, allora - solo per voi - facciamo che il canto di Giuda ruota intorno a D (Divinity). Ora continuiamo.

Persino Ponzio Pilato, personaggio che il catechismo rende piuttosto monodimensionale, qui emerge nella sua statura di figura mitica. Uomo pieno di dubbi, vede il proprio potere in pericolo, accerchiato dalla classe dei Sommi Sacerdoti che ambisce ad una punizione esemplare per quel bamboccio che si dice messia. Il quale messia chiaramente non farebbe del male ad una mosca e potrebbe essere lasciato andare. Soprattutto dopo che un sogno premonitore ha mostrato a Pilato che il mondo -  in futuro - darà la colpa a lui per la morte di quell’ innocente. Va detto: Il sogno, nei racconti biblici, viene fatto dalla moglie del procuratore romano Ponzio Pilato mentre lui dormiva sonni sereni. Questa è solo una delle tante licenze che gli autori si prendono riguardo alla storia. Altro viene da vangeli apocrifi, per loro stessa dichiarazione. In ogni caso, come sappiamo, i Vangeli che narrano della vita di Gesù, se messi uno accanto all’altro, rivelano molte differenze fra loro, la maggior parte sostanziali. Il personaggio Gesù cambia parecchio, da vangelo a vangelo. Spesso la sua vicenda è palesemente ricalcata su quella di Mitra, suo diretto ispiratore, altre volte invece se ne distanzia. Quello che interessa a Lloyd Webber e Rice del racconto della Passione di Gesù è il suo essere clamoroso catalizzatore di temi universali e eterni: l’amore, l’amicizia, il destino, la giustizia terrena e i suoi limiti evidenti, per tacere di tutto quel che consegue alla morte del Cristo. Wilhelm Reich scrisse un intero libro sull’argomento, per ricordarci quanto con le nostre azioni persistiamo nell’uccidere il Cristo che è in noi e quanto con la nostra testa insistiamo nel creare elaborati sofismi per giustificarci. Se solo mantenessimo il cuore caldo e la mente aperta, potremmo essere costantemente guidati dall’Amore e dall’Estasi.

Le polemiche furono pressanti all’epoca. Gesù - in questo racconto rock - muore sulla croce. Fine del disco. E la resurrezione? Nessuno ne parla. E la sua provenienza divina che gli dava poteri sovrannaturali? Macchè, nessuna traccia di miracoli. Solo Erode nella propria canzone accenna alle capacità particolari di Gesù ma lo fa in maniera alquanto sarcastica (fra le tante, “Prove to me that you’re no fool/ Walk across my swimming pool”, traduzione “Dimostrami che non sei un buffone/ Attraversa a piedi la mia piscina”). Lo fa su una musica/sberleffo, calata in un paesaggio sonoro da America primo novecento, completamente slegata dal contesto della rock opera in cui si trova inserita. King Herod’s song infatti è l’unico brano di Jesus Christ Superstar che esisteva prima ancora dell’ideazione dell’opera. Con un testo differente e il titolo di Try it and see, era stato inciso - pensate un po’ - da Rita Pavone. Vedete?! La vastità di spunti che arrivano dal capolavoro di Webber e Rice è tale da consentire di passare da Rita Pavone a Gesù nello stesso paragrafo. E allora torniamo al protagonista dell’ opera. Via i miracoli e via la resurrezione, ecco quel che rimane: in questo racconto della Passione, Gesù è un uomo. 

“Heal yourselves”, urla Ian Gillan-Gesù nel disco quando viene accerchiato dai lebbrosi che vogliono essere toccati e guariti.

“Guaritevi da soli”. 

Sembra l’urlo esasperato di un uomo che si sente schiacciato dal peso che sta portando. Ma è anche un clamoroso invito rivolto ad ognuno di noi. Caro Essere Umano, continui a guardarti intorno in cerca di aiuto. Prova a guardarti dentro, c’è tutto quel che ti serve per guarire. Trova il punto di equilibrio fra il tuo corpo che sta vivendo una vita terrena e la tua anima che, libera dalla questione spazio-tempo, sa e sente di essere Figlia di Dio, cioè Forza Creatrice.

Se nel fare questo percorso hai bisogno di aiuto, niente panico. C’è il rock inglese pronto a darti una spinta.


PIANO VARIATIONS ON JESUS CHRIST SUPERSTAR
Il nuovo disco di Stefano Bollani
a 50 anni dall'album originale
PIANO VARIATIONS ON JESUS CHRIST SUPERSTAR

Nel cinquantesimo anniversario dell’album originale, Stefano Bollani uscirà in primavera con il suo disco “Piano Variations on Jesus Christ Superstar”, la sua personale versione del capolavoro di Andrew LIoyd Webber & Tim Rice, con il benestare del compositore inglese.

L’album è una versione totalmente inedita, libera e interamente strumentale per pianoforte solo, ma che custodisce come un tesoro l’originale. A partire dall’uscita dell’album, il pianista e compositore porterà il nuovo ambizioso progetto in tour sia in Italia che all’estero.


NAPOLI, CITTADINANZA ONORARIA A STEFANO BOLLANI
il 30 dicembre a Palazzo San Giacomo
Il 31 dicembre Capodanno in Piazza Plebiscito
NAPOLI, CITTADINANZA ONORARIA A STEFANO BOLLANI

Il sindaco di Napoli Luigi de Magistris, alla presenza dell'assessore alla cultura Eleonora De Majo, conferirà la cittadinanza onoraria a Stefano Bollani nel corso di una cerimonia che si svolgerà lunedì 30 dicembre alle ore 11 nella Sala della Giunta di Palazzo San Giacomo.

La laudatio di Stefano Bollani sarà affidata agli interventi di due artisti napoletani Lorenzo Hengeller e Daniele Sepe.
 

CAPODANNO 2020 - La sera del 31 dicembre, Stefano Bollani salirà sul palco di Piazza Plebiscito alle 22.30 circa per suonare un repertorio di Renato Carosone. A seguire il concerto di Daniele Silvestri. 


5 MEMORABILI ALBUM
in digitale sui principali store online
dal 22 novembre 2019
5 MEMORABILI ALBUM

Cinque memorabili album di grande successo del pianista e compositore Stefano Bollani saranno disponibili da venerdì 22 novembre in versione digitale su tutti i principali store online.

Per la prima volta sulle piattaforme online sarà possibile ritrovare capolavori come: “Live Trio Macerata” (2006), una potente registrazione dal vivo dello storico trio di Bollani con il bassista Ares Tavolazzi e il batterista Walter Paoli (2006) e “Ordine Agitato” (2008) album ricco registrato con la sua band de I Visionari. E ancora “Live From Mars” (2016), un album dove l’artista si inoltra nei territori musicali di leggende della musica come David Bowie, Micheal Jackson e James Brown e “The Music Of Sasha Argov” (2009), celebre registrazione del live alla Royal Opera House di Tel Aviv. 
Infine, a 20 anni dalla prima pubblicazione, la versione rimasterizzata con tre tracce inedite del primo album da leader di Stefano Bollani “L’Orchestra del Titanic” (1999).

I cinque album, pubblicati nel formato digitale da Alobar, sono un’occasione incredibile per riascoltare o scoprire alcune tra le opere più emozionanti del grandissimo artista che, grazie alla sua musica, è acclamato e riconosciuto in tutto il mondo.


LA CHIAVE ARMONICA DELL'UNIVERSO
con Rupert Sheldrake e Corrado Malanga; modera Stefano Bollani
30 novembre 2019, Firenze
LA CHIAVE ARMONICA DELL'UNIVERSO

Una giornata dedicata all'esplorazione del rapporto intercorrente tra scienza e spiritualità, a cura di Spazio Interiore. 


STEFANO BOLLANI & CHUCHO VALDÉS ON TOUR
dal 26 ottobre al 5 novembre 2019
Italia/Svizzera
STEFANO BOLLANI & CHUCHO VALDÉS ON TOUR

PIANO A PIANO Stefano Bollani e Chucho Valdés in tour!

26/10 Teatro Verdi - FIRENZE
30/10 Teatro Grande - BRESCIA
31/10 Jazznojazz Festival - ZURICH
01/11 Teatro Europauditorium - BOLOGNA
02/11 Veneto Jazz - Teatro Goldoni - VENEZIA
03/1 JAZZMI - Teatro Dal Verme - MILANO
05/11 Auditorium del Lingotto - TORINO


STEFANO BOLLANI & HAMILTON DE HOLANDA ON TOUR
dal 12 al 27 luglio 2019
Italia/Portogallo
STEFANO BOLLANI & HAMILTON DE HOLANDA ON TOUR

Il pianoforte di Stefano Bollani si unisce al mandolino di Hamilton De Holanda ed è subito magia. 

12-13/07 SPOLETO - FESTIVAL DEI 2MONDI – TEATRO ROMANO
14/07 RIMINI - ULISSE FEST – TEATRO GALLI
16/07 BARI -  FESTIVAL NOTTI DI STELLE - TEATRO PETRUZZELLI
18/07 CODROIPO (UD) - VILLA MANINESTATE 2019 – VILLA MANIN
20/07 FORTE DEI MARMI (LU) - VILLA BERTELLI
21/07 SAN GIMIGNANO - SKYLINE FESTIVAL- PIAZZA DUOMO 
23/07 NOTO (SR) - NOTOMUSICA FESTIVAL– CORTILE COLLEGIO GESUITI
25/07 MATERA -  MATERA 2019 - CAVA DEL SOLE
27/07 AMARANTE (P) - MIMO FESTIVAL 


STEFANO BOLLANI E I SUOI MAESTRI
20 cd in edicola
con Corriere della sera e La Gazzetta dello Sport
STEFANO BOLLANI E I SUOI MAESTRI

Il 24 giugno 2019 arriva in edicola con il Corriere della Sera e La Gazzetta dello Sport la collana Stefano Bollani e i suoi maestri: 20 cd scelti e introdotti dal grande jazzista.

I primi dieci album fanno parte del repertorio di Bollani: «Questa collana mi ha dato un’enorme possibilità: riscrivere il mio passato. Ho scelto dieci dischi che mi rappresentano».

Le altre dieci uscite sono dischi di musicisti che hanno ispirato la scrittura e l’interpretazione del pianista: «Persone che non ho mai conosciuto ma che mi hanno insegnato tramite la loro musica». Si va da Portrait in Jazz di Bill Evans (in edicola il 2 settembre) a Changes One di Charles Mingus (il 4 novembre), passando per Chet Baker, Miles Davis e Art Blakey.

I cd saranno in vendita a e 9,90 più il prezzo del quotidiano. A inaugurare la serie L’orchestra del Titanic che quest’anno compie 20 anni. Per la collana e per l’anniversario, il primo album da leader di Stefano Bollani è stato rimasterizzato e includerà tre tracce inedite. Poi seguiranno: Rava plays Rava (1° luglio), Småt Småt (8 luglio), Concertone (15 luglio), Piano solo (29 luglio), Carioca (5 agosto), The music of Sasha Argov (live inedito, 12 agosto), Joy in spite of everything (19 agosto), Napoli trip (26 agosto).


CONCERTO VERDE
prima mondiale, 19 giugno 2019
Teatro Coliseo, Buenos Aires
CONCERTO VERDE

Dopo Concerto Azzurro per piano e orchestra dedicato al chakra della gola e quindi dell’espressione, il pianista-compositore italiano Stefano Bollani ha creato un altro concerto di stampo classico: Concerto Verde per pianoforte e orchestra da camera; verde come il centrale quarto chakra del cuore e quindi dell’amore.


Mentre l’orchestrazione di Concerto Azzurro era a cura del compositore-direttore d’orchestra Paolo Silvestri, con Concerto Verde - per la prima volta - è Bollani stesso l’autore di tutta l’intera partitura, che presenta momenti di disobbedienza alle regole che vogliono il pianista obbligato a stare dentro una partitura precisissima e immutabile.

Concerto Verde prevede diversi passaggi d’improvvisazione, affidati ad un vero e proprio piano jazz trio che comprende il bassista argentino Juan Pablo Navarro e il giovane batterista fiorentino Bernardo Guerra (gia’ complice di Bollani nel gruppo Napoli Trip e all’interno dell’organico di Concerto Azzurro).


Concerto Verde, che attinge anche al mondo del tango e ad altre musiche folkloriche dell’Argentina, è articolato in quattro movimenti, ciascuno dei quali presenta un suo proprio distinto carattere di motivi e ritmi, e come vuole la tradizione classica, il terzo movimento, lo “scherzo” musicale, spicca per la sua allegra giocosità, che riflette al meglio la creatività briosa di Bollani.


Con Concerto Verde Stefano Bollani ha creato un inno all’amore; all’amore tout court, ma anche all’amore per la musica.

Stefano Bollani - Concerto Verde per pianoforte e camera d’orchestra
Durata: 25-30'
Compositore: Stefano Bollani
Prima mondiale 19 giugno 2019 al Teatro Coliseo, Buenos Aires, Argentina
Orchestra: Orquesta Sin Fin
con la partecipazione di 
Juan Pablo Navarro al contrabbasso e Bernardo Guerra alla batteria
Direttore d'orchestra:  Exequiel Mantega


CONTEST
#quebomcover
dal 10 maggio al 10 giugno 2019
CONTEST

In occasione dell’uscita in vinile dell’album QUE BOM, Stefano Bollani lancia un contest aperto a tutti coloro che nel mondo suonano cover dei suoi brani! 

Come partecipare? Dall’alba del 10 maggio alla mezzanotte del 10 giugno, pubblica su Instagram una video-cover (eseguita da te!) di un brano del disco QUE BOM taggando @stefano_bollani e usando l’hashtag #quebomcover. Saranno considerate valide solo le cover di QUE BOM!

Quali caratteristiche dovrà avere la cover? Dai un’occhiata agli spartiti (nelle storie in evidenza su @stefano_bollani) e improvvisa! Non ci sono altre regole, così come accade nei concerti di Stefano Bollani. 

I vincitori riceveranno una copia del vinile con dedica personalizzata incontrando l’artista in una tappa del tour mondiale 2019


QUE BOM
edizione in vinile
dal 10 maggio 2019
QUE BOM

Il 10 maggio 2019 l’album QUE BOM di Stefano Bollani (pubblicato in digitale e su CD nel 2018) sarà pubblicato in un'eccezionale edizione in vinile.

Il vinile, 2-LP, 180g, si presenta con una confezione Gatefold di alta qualità con inserti in polietilene nero, contiene i testi delle canzoni con Caetano Veloso e João Bosco e straordinarie immagini dal Codex Seraphinianus dell'artista e designer italiano Luigi Serafini.

Un vero e proprio inno alla vita caratterizzato da vivacità frizzante e gioia contagiosa, QUE BOM si compone di melodie originali di Stefano Bollani e suoni della cultura musicale brasiliana, che Bollani ha sempre amato fin dall'inizio del suo ricco e sfaccettato percorso musicale.  


QUE BOM
Il nuovo disco di Stefano Bollani
dal 25 maggio 2018
QUE BOM

QUE BOM è il nuovo album di brani inediti dal dna brasiliano del pianista e compositore Stefano Bollani, a dieci anni dal grande successo del disco Carioca. 

Accanto a lui grandi rappresentanti della musica brasiliana come Jorge Helder al contrabbasso, Jurim Moreira alla batteria e Armando Marçal alle percussioni. Artisti molto amati da Bollani che già avevano preso parte al progetto di Carioca e che qui sono in compagnia di un altro percussionista, il giovane e talentuosissimo Thiago da Serrinha.

Il disco QUE BOM si avvale anche della collaborazione di ospiti di pregio che hanno firmato alcuni brani:  Caetano Veloso, João Bosco, Jaques Morelenbaum e Hamilton de Holanda.

Il legame tra Stefano Bollani e il Brasile è profondo e prezioso. Del 2007 è il grande successo dell’album e tour Carioca - che vendette più di 70.000 copie. Sempre nel 2007 il pianoforte a coda di Bollani suonò nel mezzo della favela di Pereira de Silva. Prima di lui era entrato a suonare il piano in una favela solo Antonio Carlos Jobim.

La confezione del CD, un elegante e raffinato DigiSleeve a 6 lati con un booklet di 8 pagine, contiene i testi delle canzoni con Caetano Veloso e João Bosco, le foto della sessione di registrazione di Rio di Vinícius Giffoni e le straordinarie immagini dal Codex Seraphinianus dell'artista e designer italiano Luigi Serafini.

QUE BOM, in uscita per la nuova etichetta di Stefano Bollani il 25 maggio del 2018, darà vita ad un tour internazionale durante l’estate del 2018.


GALAPAGOS
in anteprima il nuovo brano inedito che anticipa il disco QUE BOM
in digitale dal 27 aprile 2018
GALAPAGOS

In anteprima uno dei pezzi che fanno parte di QUE BOM, il nuovo attesissimo album di brani inediti dal dna brasiliano che arriva dopo dieci anni dal grande successo del disco Carioca. Nel video di accompagnamento si intravvedono alcuni dei musicisti che hanno partecipato al progetto tra cui Caetano Veloso e João Bosco, Hamilton de Holanda e Jaques Morelenbaum.

QUE BOM uscirà in Italia e in tutto il mondo il 25 maggio 2018.

Interamente autoprodotto da Stefano Bollani, è il primo album pubblicato dalla sua nuova etichetta ALOBAR e darà vita ad un tour estivo internazionale. 

Galapagos prende il nome dal romanzo di Kurt Vonnegut del 1985 “Un capolavoro ambientato in un mondo del futuro in cui ci si ricorda di com'era fatto il genere umano, quegli uomini ‘dai grandi cervelli’ che portarono quasi alla rovina il pianeta”.


QUE BOM
un nuovo disco dalle sonorità brasiliane
in uscita a maggio 2018
QUE BOM

Dopo il grande successo dell'album Carioca del 2007, Stefano Bollani torna alle sonorità brasiliane con QUE BOM, disco di inediti in uscita a maggio e in tour mondiale dall'estate 2018. 

Accanto a lui grandi rappresentanti della musica brasiliana come Jorge Helder al contrabbasso, Jurim Moreira alla batteria e Armando Marçal alle percussioni. Artisti molto amati da Bollani che già avevano preso parte al progetto di Carioca e che qui sono in compagnia di un altro percussionista, il giovane e talentuosissimo Thiago da Serrinha.


DIALOGHI TRA ALIENI
Il nuovo libro di Stefano Bollani
dal 4 Settembre 2017
DIALOGHI TRA ALIENI

Nelle librerie dal 4 settembre 2017, Dialoghi tra alieni è un libro edito da L’Arte di Essere & Trigono Edizioni che raccoglie le conversazioni di Stefano Bollani con Mauro Biglino, Anne Givaudan e Igor Sibaldi.

Un viaggio attraverso storia, religione, filosofia, fisica e scienza, per far luce sui tanti misteri che ancora sfuggono alla nostra comprensione: dall’esistenza di dimensioni e universi paralleli alla presenza di vita su altri pianeti.

Lo stesso concetto di "alieno" viene indagato con uno sguardo nuovo e diviene in questo libro pretesto per la più emozionante delle esplorazioni, quella alla scoperta di noi stessi e del nostro universo interiore.

Un libro davvero unico nel suo genere, che per la prima volta riunisce insieme quattro personalità di primo piano nei rispettivi ambiti: il compositore e pianista Stefano Bollani, il filosofo e filologo Igor Sibaldi, l’esperto di testi sacri Mauro Biglino e la ricercatrice francese Anne Givaudan.

Dialoghi Tra Alieni
Conversazioni su universi vicini e lontani
Stefano Bollani incontra Mauro Biglino, Anne Givaudan, Igor Sibaldi.
Pagine 164
Formato: 12x16
Data di pubblicazione: 4 settembre 2017
Edito da L’Arte di Essere & Trigono Edizioni


MEDITERRANEO
Il nuovo disco di Stefano Bollani
dal 27 ottobre 2017
MEDITERRANEO

Il pianoforte di Stefano Bollani accompagnato dal Danish Trio, Vincent Peirani e 14 elementi della Filarmonica Berlinese rivisitano il repertorio classico da Puccini a Monteverdi e Leoncavallo, passando per Rossini e Morricone. Un insolito e affascinante omaggio alla grande tradizione musicale italiana. 

Rivisitare in chiave jazzistica alcuni capolavori del repertorio classico italiano è l’idea da cui nasce Mediterraneo, il nuovo straordinario album di Stefano Bollani in uscita venerdì 27 ottobre per ACT.

Mediterraneo è un live, registrazione dell’applauditissimo concerto che Stefano Bollani ha tenuto nella prestigiosa Sala Grande della Berliner Philamornie il 12 giugno 2017. A suonare un insolito gruppo musicale di altissimo livello composto da una matrice jazz rappresentata, oltre che dal piano di Bollani e dai componenti del suo Danish Trio - Jesper Bodilsen al contrabbasso e Morten Lund alla batteria - dalla fisarmonica di Vincent Peirani e da quattordici musicisti da camera dell’Orchestra Filarmonica di Berlino che qui non inseguono solo un suono colto, ma si dimostrano anche raffinati improvvisatori. Dirige il norvegese Geir Lysne curatore anche degli arrangiamenti, che già aveva collaborato con Bollani in Big Band.

Il risultato è un’occasione musicale unica, nata da un’idea di Siggi Loch, patron della ACT, etichetta leader tra le indipendenti di jazz nel mondo che ha letteralmente incantato una platea gremita (oltre 2200 persone) ed entusiasta. L’inedita collaborazione tra Bollani e Peirani, fisarmonicista tra i più acclamati nel giovane jazz francese, accentua il tocco mediterraneo dell’ensemble soprattutto quando tiene le fila dei noti temi di Morricone.

La grande tradizione italiana attraversata da questo lungo viaggio musicale che travalica confini di genere e di età, dimostra qui tutta la sua vitalità e modernità e testimonia come la sua pura pienezza rimanga sempre centrale nel nutrire diversi e molteplici patrimoni.