Baldini Castoldi Dalai, 2007

Il grande viaggiatore Fosco Maraini di lingue ne sapeva una dozzina. Essendo una persona che guarda sempre avanti, negli anni ’60 decide di inventarsene una tredicesima e di dotarla di fonemi e suoni scelti in base al gusto che creano rimbalzando sul palato, affacciandosi alle labbra e depositandosi nell’ orecchio. Ed ecco le Fanfole, componimenti poetici scritti in un italiano parlato in un universo parallelo e che ha molteplici e cangianti significati. Sul finire degli anni ’90, ecco il disco in cui il cantautore Massimo Altomare e Stefano Bollani le mettono in musica. Adesso il tutto ha una seconda vita in questo libro-disco, impreziosito dalla voce di Fosco, e l’ universo parallelo da lui immaginato si tinge dei colori della malinconia gioiosa. Forse questa lingua è una lingua del passato, ma potrebbe essere invece nuova, fresca e fondante, visto che quella che emerge a tratti ascoltandola è nostalgia del futuro, di un mondo in cui ci accolgono lenuli ripagni e i giorni sono tutti gnacchi e timparlini.

Il lonfo non vaterca nè gluisce

e molto raramente barigatta

ma quando soffia il bego a bisce bisce

sdilenca un poco, e gnagio s’ archipatta

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